Revisione in lingua straniera

Berlinale 2024: una storia di romanticismo e politica in “lingua straniera” – spettacolo24

Berlinale 2024: una storia di romanticismo e politica in “lingua straniera”

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28 febbraio 2024

Revisione in lingua straniera

Un altro film sulle giovani generazioni di oggi e sul loro fervente coinvolgimento in politica. Ce ne sono una dozzina al giorno d’oggi. Questo ha qualcosa di unico o avvincente da dire? Sono sempre curioso di scoprirlo, anche se troppi film al giorno d’oggi spesso fraintendono cosa sta succedendo là fuori e come la politica sta peggiorando. Spesso fraintendono anche il motivo per cui ci sono così tanti ragazzi irritati che vanno a protestare, parlare di politica e reagire come attivisti radicali. Sono un po’ preoccupato che sia il caso anche di questo nuovo film… Lingua straniera è una coproduzione franco-tedesca diretta dal cineasta francese Claire Burger (seguente Ragazza festaiola E Vero amore), presentato in anteprima al Festival di Berlino 2024 nella Competizione Principale. Non è un brutto film, con alcune interpretazioni intriganti, anche se è lungi dall’essere un grande film. È anche una storia d’amore lesbica su due giovani donne che iniziano a sviluppare sentimenti l’una per l’altra. Uno dei problemi del film è che non riesce a decidere su quale lato della storia concentrarsi, mescolando invece i due temi fino a ottenere un risultato poco brillante.

Lingua straniera (che si traduce direttamente in Lingua straniera) ha un doppio significato, poiché parla dei personaggi che parlano lingue diverse (tedesco e francese), ma anche di come il loro interesse per la politica e il loro coraggio giovanile siano una “lingua straniera” per i loro genitori. Il film è co-scritto da Claire Burger e Léa Mysius e diretto da Claire Burger. La storia si concentra su Fanny (protagonista Lilith Grasmug), una giovane donna francese ansiosa e depressa che si reca in Germania per un viaggio di scambio linguistico. Lì incontra un’altra liceale di nome Lena (co-protagonista Josefa Heinsius), una giovane donna tedesca estremamente sicura di sé, femminista schietta, attivista, lesbica e progressista in tutto il resto. All’inizio i due sono in contrasto, ma man mano che si scaldano l’uno con l’altro, imparano a parlare la lingua dell’altro, iniziano a innamorarsi l’uno dell’altro man mano che si avvicinano sempre di più. Nel frattempo conversano di politica, proteste, moderna società europea e vita scolastica. C’è una sottotrama sull’identità e su quanto alcuni sono disposti ad affrontare le proprie insicurezze, ma è un po’ cruda e non gestita bene nella sceneggiatura o dal regista. Il film dà tempo alla loro relazione di crescere, ma solo brevemente, poiché è un dramma francese ventilato che non approfondisce molto.

Più ci rifletto Lingua straniera, più sono confuso da ciò che dice, la sua idea principale nascosta nella sceneggiatura. La regista è molto più anziana dei due giovani personaggi al centro della storia, e sembra non capirli bene. Sembra essere ovvio di cosa si tratta provando a che fare con questi due personaggi, cercare di dire che questo è il modo in cui i giovani di oggi costruiscono la loro identità – a volte la fingono, a volte no… Ma sembra anche non autentico nel modo in cui li ritrae, come se stessero semplicemente fabbricando cause e identità idealistiche come parte di una facciata, come se tutto ciò a cui tengono non valga davvero la pena e/o sia esagerato. Non è affatto così e sembra che non lo capisca. Stranamente. Dopo la visione, mi chiedo se non stia prendendo in giro i giovani di oggi, dicendo che sono così ossessionati da questi problemi solo per impressionare i loro coetanei, senza in realtà capire cosa stanno facendo. Veramente combattendo per. Il che, ancora una volta, non è la verità. Si tratta di un malinteso interno alla sceneggiatura oppure il film stesso non è in grado di chiarire abbastanza bene le sue intenzioni? Difficile da dire. In ogni caso, questo film non è così avvincente come vorrebbe essere.

Valutazione della Berlinale 2024 di Alex: 6 su 10
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