Beverly Johnson in Vogue: Cover Girl, rompe le barriere

Beverly Johnson in Vogue: Cover Girl, rompe le barriere – spettacolo24

Di

★★★☆☆ La top model guarda indietro, 50 (!) anni dopo

Beverly Johnson (nel 1974 e nel 2024) in Beverly Johnson: In Vogue. Foto: Richard Termine

In un momento in cui ci troviamo di fronte a un numero sempre maggiore di mostre teatrali personali del tipo “questa è la mia vita”, che offrono qualche veterano vagamente ricordato, una vera quasi-celebrità di un tempo, o un individuo nuovo per noi desideroso di girare un storia del loro particolare scandalo o malattia: è terribilmente piacevole trascorrere circa 75 minuti con qualcuno che ha effettivamente condotto un’esistenza rivoluzionaria. Beverly Johnson, di cui Beverly Johnson: in voga è attualmente a 59e59, rientra facilmente in quest’ultima categoria. Anche uno spettatore che ha solo una vaga idea di chi Johnson sia, o fosse, e perché sia, o fosse, o dovrebbe essere, In voga– probabilmente troverà la sua storia avvincente e sarà incuriosito di scoprire come andrà a finire.

C’è stato un tempo, in un altro secolo, in cui le riviste patinate venivano vendute non online ma soprattutto nelle edicole che, strano a dirsi, si potevano trovare agli angoli delle strade di tutto il paese e in tutta la nostra bella città. Dato il desiderio degli editori delle riviste di vendere i loro prodotti (“aumentare la circolazione”), gli editori sapevano che la foto sulla copertina vendeva copie. Come nel 1974, quando Johnson lasciò Buffalo per Manhattan. Da ogni edicola uscivano una miriade di riviste di moda con una miriade di top model bionde con gli occhi azzurri e denti perfetti che ti sorridevano.

Fino al giorno in cui la copertina del preminente Voga capovolse il mestiere con una raggiante fotografia di copertina di una modella che decisamente non aveva né gli occhi azzurri né la bionda. Se Beverly Johnson fosse del tutto sconosciuta il giorno in cui apparve sulla copertina di quel numero di agosto di Vogaè diventata immediatamente la nuova top model del mondo della moda, arrivando ad abbellire circa 500 copertine di riviste.

Diventata improvvisamente una celebrità, l’attuale nonna di sei figli racconta come ha vissuto la bella vita di quel decennio scintillante (Liza! Liz! Warhol! Halston! Cocaina!), riuscendo a farcela; non indenne, ma almeno tutto intero. Una volta trascorsi i suoi primi giorni da modella, ha continuato a recitare e scrivere. In particolare, ha usato il potere della sua penna e la sua celebrità per scrivere il 2014 Fiera della Vanità articolo “Bill Cosby mi ha drogato, questa è la mia storia”. Il cosiddetto “papà d’America” l’ha denunciata per diffamazione, archiviando il caso mentre le altre accuse contro di lui si moltiplicavano.

Questa è tutta la storia che Beverly Johnson ha da raccontare, ed è degna di nota. Sfortunatamente, non lo fa raccontare noi la storia. Lo legge. Appollaiata su una sedia da regista all’estremità opposta del palco per non bloccare la visione del pubblico dallo schermo video sul retro del palco, scruta una sceneggiatura attraverso occhiali spessi e legge la sua vita. Pagina dopo pagina, sempre con lo sguardo fisso sul leggio e lontano dal pubblico. È incollata alla sceneggiatura tranne quando i videoclip si avviano con regolarità, a quel punto si gira per guardarli con noi. Poi si torna al leggio.

Beverly Johnson in Beverly Johnson: In Vogue. Foto: Richard Termine


Beverly Johnson: in voga
è stato diretto da Josh Ravetch, che è anche accreditato come coautore. È difficile valutare la portata dei suoi contributi, anche se è probabile che sia lui la colpa dei video mal assemblati e dei segnali sonori improvvisi e disincarnati (musicali e parlati), che a volte sorprendono non solo noi ma la stessa Johnson. Se mai un artista avesse avuto bisogno di un regista che lo aiutasse, lo aiutasse e lo supplicasse di guardare, almeno occasionalmente, il pubblico amichevole e solidale, questo è il caso. Ravetch è accreditato per aver ricoperto gli stessi incarichi nello spettacolo teatrale di Carrie Fisher del 2009 Bere desiderosoche ha funzionato decisamente meglio, forse perché la figlia di Debbie Reynolds e Eddie Fisher aveva un’innata esuberanza nel mondo dello spettacolo.

Johnson ha molto da dire, portando personalità, celebrità ed esperienza ad alto numero di ottani nella sua serata di reminiscenze. Ma Beverly Johnson: in voga non è una rappresentazione teatrale. È una lettura; e sarebbe esagerato definirla una lettura scenica. Sembra più una lettura senza scena, con una stella apparentemente scomoda al centro.

Detto questo, una di quelle sezioni video include una lettera di molto tempo fa indirizzata alla modella da Ruth Whitney, caporedattrice di Fascino rivista: “La tua faccia in copertina dopo copertina dopo copertina dopo copertina ha davvero cambiato il modo in cui i nostri lettori bianchi pensavano ai neri.” Il che già di per sé aiuta a controbilanciare gli aspetti goffi di questa serata ordinaria con la straordinaria Beverly Johnson.

Beverly Johnson: In Vogue è stato inaugurato il 14 gennaio 2024 alle 59E59 e durerà fino al 4 febbraio. Biglietti e informazioni: 59e59.org

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *