Il film Gravidanza Horror Immaculate di Sydney Sweeney è una svolta provocatoria sul bambino di Rosemary

Il film Gravidanza Horror Immaculate di Sydney Sweeney è una svolta provocatoria sul bambino di Rosemary – spettacolo24

Il convento in cui vive Cecilia possiede un manufatto; uno dei chiodi che trafissero le mani di Gesù mentre veniva crocifisso. Padre Sal Tedeschi (Álvaro Morte) lo valorizza per scopi più che storici; ne ha raschiato via dei frammenti di DNA e ha cercato di accelerare la Seconda Venuta con un clone di Cristo. La gravidanza di Cecilia è solo la sua ultima fatica dopo numerosi nati morti deformati da altre “immacolate concezioni”.

Mentre Tedeschi e i suoi colleghi preti/suore non stanno cercando di porre fine al mondo con una pioggia di fuoco e zolfo come la famiglia Castevet in “Rosemary’s Baby” (o forse lo sono: come nota Cecilia, il Libro dell’Apocalisse non è tutto sole e arcobaleni), sono ancora sinistri. Lentamente fanno prigioniera Cecilia; portare con sé il loro Bambino d’Oro non è una sua scelta. Quando cerca di scappare, viene torturata. Quando Suor Gwen (Benedetta Porcaroli) prova a parlare? Le prendono la lingua.

“Immaculate” parla di come il cristianesimo e il patriarcato siano inseparabili (per saperne di più, consulta il mio collega Il gioco di parole di Bill Bria sul finale di “Immaculate”). La situazione di Cecilia, circondata da uomini di Dio che controllano ogni sua mossa e apprezzano il feto dentro di lei più della sua stessa vita, è uno fin troppo comune per le donne incinte. Il terzo atto (o trimestre), in cui Cecilia uccide uno per uno i suoi rapitori e fugge, è la rivendicazione della propria autonomia. È completamente guarita quando partorisce urlando e alzandosi (eseguita in una ripresa magistrale da Sweeney), poi frantuma l’empia creazione finalmente espulsa da lei.

I vecchi film horror religiosi come “Rosemary’s Baby” e “The Omen” ci hanno spaventato con mali dai quali la Chiesa ci ha messo in guardia da secoli. “Immacolata” ci ricorda come la Chiesa stessa possa essere un male.

“Immaculate” è ora nei cinema.

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