Il miglior film in un posto tranquillo

Il miglior film in un posto tranquillo – spettacolo24

Come suggerisce il titolo, “A Quiet Place: Day One” ci riporta all’inizio, il primo giorno dell’invasione aliena. Sarnoski capisce saggiamente che questo non significa che abbiamo bisogno di un sacco di retroscena; non impariamo di più sugli alieni, o da dove vengono, o anche le loro motivazioni. Come un fulmine a ciel sereno, o un attacco terroristico, semplicemente arrivano un giorno e morte e distruzione seguono.

La nostra guida in tutto questo è Sam (Lupita Nyong’o), una giovane donna con un ottimo gatto di nome Frodo (sul serio, se ci fosse un Oscar per i gatti, questo felino vincerebbe). Sam è a New York quando gli alieni attaccano e Sarnoski non perde tempo. Dopo una brevissima introduzione che ci dice esattamente cosa dobbiamo sapere su Sam e sulla sua situazione (qui sarò vago per evitare importanti spoiler), si scatena l’inferno. Seguono esplosioni, polvere e fumo riempiono l’aria e le persone vengono trascinate verso la morte da mostri orribili. Sam perde i sensi e si sveglia più tardi in un teatro, dove viene informata da un uomo disponibile (Djimon Hounsou, che riprende brevemente il suo ruolo dal secondo film) di rimanere in silenzio. Sam capisce subito: il rumore attira gli alieni.

Qui, Sarnoski e il direttore della fotografia Pat Scola ci regalano una delle prime di tante immagini accattivanti: un intero teatro di persone che cercano di rimanere estremamente silenziose (se solo i cinema moderni fossero così, ho ragione, gente?!). Sarnoski, lavorando con Scola, ha un occhio incredibile per mettere in scena piccoli momenti che saltano all’occhio, e “Day One” è pieno di inquadrature persistenti di un mondo improvvisamente bloccato in un silenzioso arresto. Abbiamo già visto un sacco di immagini post-apocalittiche nei film e in TV prima, quindi non è esattamente fresco, ma Sarnoski riesce a renderlo sia vivido che inquietante qui: libri sparsi da una libreria, probabilmente mai più letti; sagome di persone che guardano i ponti crollare; sangue schizzato sulle portiere delle auto; una metropolitana allagata; due personaggi inginocchiati davanti a un fuoco che brucia da un tombino aperto. Questi piccoli momenti silenziosi stordiscono ed evocano una città in rovina. Uno scatto di newyorkesi frastornati che vagano in massa in una strada polverosa ricorderà senza dubbio ad alcuni le immagini dell’11 settembre, rendendo queste scene di silenzioso orrore dolorosamente familiari.

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