Il regista Non si torna mai indietro sa a chi dare la colpa del fallimento del film – spettacolo24

Nel suo libro di memorie recentemente pubblicato intitolato “Hits, Flops, and Other Illusions: My Fortysomething Years in Hollywood”, Zwick ricorda il periodo trascorso a Hollywood girando film come “Glory”, “Legends of the Fall” e “Blood Diamond”. come programmi televisivi come “trentenni”. Quando si tratta di discutere della delusione che circonda “Never Go Back”, Zwick è il primo a cadere sulla sua spada. Con le sue stesse parole (tramite varietà):
“‘Jack Reacher: Never Go Back’, che Tom Cruise e io abbiamo realizzato nel 2016, ha fallito al botteghino. Incolpo me stesso (e il mio complice, Don Granger) per aver pensato che il pubblico avrebbe potuto apprezzare un mash-up di ‘Jack Reacher’ e ‘Paper Moon’, quando in realtà volevano solo più carne rossa.”
In effetti, il paragone “Paper Moon” nel contesto di “Jack Reacher” è stridente già a prima vista, per non parlare di vederlo in azione nel film stesso. Laddove il film di Peter Bogdanovich del 1973 su un truffatore che prende una giovane ragazza sotto la sua protezione (interpretato da padre e figlia nella vita reale Ryan e Tatum O’Neal) ha i suoi margini, non è affatto un film d’azione grintoso. Tuttavia, secondo l’opinione di chi scrive, la dinamica tra il Reacher di Cruise e la ragazza che si presume sia sua figlia, Samantha (Danika Yarosh), è affascinante, e i difetti di “Never Go Back” risiedono più nel fatto che il il film sembra un pilota televisivo se paragonato alla visione incredibilmente cinematografica di McQuarrie. Non c’è molto che si possa fare riguardo all’approccio registico di Zwick al film, ma forse l’aspetto “Paper Moon” potrebbe essere valutato meglio ora rispetto al 2016; dopo tutto, al momento siamo inondati da molte di queste dinamiche “Lupo solitario e cucciolo” nei media d’azione, che compaiono in serie e film come “The Mandalorian”, “65”, “L’ultimo di noi,” “Il Creatore” e altro ancora.
