Jonah: tre età della donna, intrecciate in modo intrigante – spettacolo24
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★★★★☆ Gabby Beans ritrae una scrittrice in formazione in tre momenti distinti della sua vita, leggermente confusi per ottenere effetti affascinanti.

I primi amori tendono ad essere così vividi nella memoria, eppure così difficili da rappresentare sul palco. La sdolcinatezza è quasi inevitabile, insieme a una stenografia piena di cliché per abbozzare le imbarazzanti aperture degli adolescenti. Con Giona, Rachel Bonds riesce a evitare questi pericoli, mentre la regista Danya Taymor guida abilmente un quartetto di attori di talento attraverso una sequenza di attaccamenti.
L’ambientazione, ci dice il programma, è “una serie di camere da letto” – in realtà la stessa semplice camera da letto beige, distesa sull’ampio palco Pels dal designer Wilson Chin. Il tempo? “Il passato e il presente. Ma tutto è scivoloso” – appunto. Amith Chandrashaker e Kate Marvin, rispettivamente incaricate delle luci e del suono, segnano le transizioni con lampi sfrigolanti che suggeriscono un trattamento shock.
L’impostazione può sembrare relativamente semplice in superficie, ma gli attori riescono a scandagliare le profondità del testo diffratto.
Gabby Beans (uno dei protagonisti del recente revival di Lincoln Center di La pelle dei nostri denti) interpreta il personaggio centrale, scritto, Ana, osservata per la prima volta in un collegio dove ha trovato rifugio – da cosa, alla fine, verrà rivelato.
La giovane Ana è sfacciata, una persona intelligente e molto più esperta di Jonah (il novellino di teatro Hagan Oliveras, fenomenale), un compagno di scuola sciocco, che condivide troppo, forse dallo spettro. Jonah insegue Ana con un fascino da cucciolo. Inizialmente, la sua idea di flirt reciproco non va molto oltre un occasionale e imbarazzato “Stai zitto!” (più un lampo impulsivo e fugace). La sua immaginazione, tuttavia, funziona a pieno ritmo. Ana condivide con Jonah le sue fantasie romantiche da tropo cinematografico, che di solito finiscono con “e poi immagino che facciamo sesso” – un’arena che è ancora terra incognita per entrambi.
Le interazioni dei giovani innamorati risultano assolutamente credibili e, dal momento che siamo stati tutti lì ad un certo punto della nostra vita, incredibilmente toccanti.
Con un sibilo statico, Jonah viene soppiantato da un maschio leggermente più vecchio, più duro e più aggressivo. Nei panni di Danny, Samuel Henry Levine trasmette i “problemi” in modo così convincente che spesso è difficile distinguere tra l’attore e il ruolo. È a dir poco sconcertante. La sceneggiatura si prende il tempo per raccontare la storia di Danny con Ana, lasciando spazio a molta ripugnanza e disagio.
Il tempo è passato scintillante e, nella nostra visione finale di Ana, lei si è rintanata in quello che un collega residente descrive come “un luogo di artisti in stile fattoria”. Sembra assiomatico che la giovane Ana, perspicace e fantasiosa, si evolverebbe in una celebre autrice. Il suo compagno di residenza, il geniale e stravagante Steven (John Zdrojeski), cautamente fa breccia nella solitudine di Ana per portarle un piatto della cena comune: è preoccupato che lei abbia saltato il rituale consacrato dal tempo. Ana sta evitando molto, lo fa da molto tempo.
L’invecchiamento di Beans avviene in modo così sottile che sembra un trucco magico a lento rilascio. Dove risiede, all’interno di questo adulto diffidente e traumatizzato, l’esuberante adolescente?
Bonds crea un epilogo tanto genuino e originale quanto commovente. Il suo focus – all’interno di un arco temporale intenzionalmente confuso – sono i confini, quelli violati e quelli volontariamente cancellati. Porta una nuova prospettiva a temi drammatici spesso sovraccarichi (violenza sessuale, abusi domestici) e mescola abilmente preoccupazioni contemporanee. Le relazioni ora sono preimpostate con regole più chiare: i partecipanti sono tenuti a chiedere il permesso e continuare a chiedere, in un modo a volte sciocco ma rassicurante.
Giona inaugurato il 1 febbraio 2024 al Teatro Laura Pels e durerà fino al 10 marzo. Biglietti e informazioni: roundabouttheatre.org
