Mostra “Svanire” a Roma
Di: Ekaterina Khudenkikh
La personale dell’artista romana Giusy Lauriola, dal titolo “Svanire”, a cura di Carlo Ercoli, con il patrocinio del Municipio IX, Roma Eur e la collaborazione di Intesa Sanpaolo raccoglie circa una trentina di opere. Sono suddivise tra formati imponenti e piccoli formati, in acrilico, smalto e resina, il segno distintivo dell’artista, dove il colore e i contrasti creano un gioco di chiari e scuri nelle tele dalle quali sbocciano elementi floreali policromi, più o meno accentuati. Da sempre la natura, è considerata parte essenziale della nostra esistenza, Giusy Lauriola ci invita, con le sue opere, a ristabilire con essa un legame armonioso.
Il dialogo tra fluidità e architettura compositiva si manifesta nell’interazione tra resina, acrilico e smalto. Questo confronto materico genera un dualismo tra forze opposte, che si fondono per dare vita a dimensioni sospese e immateriali

Come dichiara il curatore Carlo Ercoli: “Che fosse video, foto o tela, la poetica artistica di Lauriola non ha mai tradito quella profonda volontà di guardare il mondo come un luogo migliore di quanto non appaia a primo impatto, cercando di afferrare quelle emozioni sospese che spesso rimangono compresse e sbiadite nelle pieghe del quotidiano. Questo mantra accompagna da sempre il suo percorso artistico, indagando di volta in volta quegli aspetti più manifesti, legati a problematiche sociali, e altri più nascosti e profondi, dove emozioni e fragilità si celano dietro le maschere di convenzioni e silenzi”.

Un’esposizione che non è accompagnata da nessun testo esplicativo, perché come la stessa artista dichiara: “Non ho voluto accompagnare questo nuovo ciclo pittorico con un testo esplicativo, perché credo profondamente che la pittura abbia in sé una capacità unica di suscitare reazioni spontanee e di continuare a meravigliare. È un mio atto di amore verso questo mezzo espressivo che, nonostante la sua antica storia, conserva una giovinezza intrinseca, proprio come la scrittura: un linguaggio millenario che, ancora oggi, riesce a sorprenderci con nuove forme e possibilità. La pittura continua a entusiasmarmi, incuriosirmi e spingermi a esplorare suoi lati ancora nascosti, rivelazioni che aspettano di essere scoperte, grazie anche al contatto fisico con la tela, con i colori. Desidero, inoltre, lasciare l’opera libera di parlare a chi la osserva, permettendogli di vivere un’esperienza personale e autentica, senza vincoli imposti da spiegazioni che potrebbero condizionarne il pensiero. Per me, è fondamentale che ciascuno si riappropri del proprio diritto di apprezzare, godere o persino non comprendere un’opera d’arte, se la sente tale.”
Dal 10 maggio al 6 giugno
La Vaccheria, Via Giovanni l’Eltore, 35 – Roma Eur
