Mostra “The Citrus Project” a San Gimignano
Galleria Continua è lieta di presentare nella sua sede dell’Arco dei Becci a San Gimignano “The Citrus Project”, un progetto socioculturale a sostegno della Fondazione Todolí Citrus, azienda agricola e centro di ricerca nel piccolo comune di Palmera vicino Valencia. Istituita dal curatore spagnolo Vicente Todoli senza scopo di lucro, la Fondazione si concentra sullo studio, la storia, la diffusione e la conservazione degli agrumi. Dispone di una biblioteca specializzata e di un laboratorio dedicato alla ricerca e agli oli essenziali.
Sono quattordici gli artisti internazionali che, nel corso degli anni, hanno lavorato a stretto contatto con Vicente Todolí e che si sono uniti in un progetto di solidarietà volto a raccogliere fondi a favore della fondazione agrumicola. Un segno di gratitudine che rende omaggio al lavoro di Todolí dal punto di vista personale di ciascun artista. Le quattordici opere in mostra a San Gimignano – raccolte in una Collection Box unica e realizzate da Mirosław Bałka, Tacita Dean, Nan Goldin, Paul Graham, Carsten Höller, Roni Horn, Cristina Iglesias, Ragnar Kjartansson, Julie Mehretu, Cildo Meireles, Matt Mullican, Antoni Muntadas, Philippe Parreno e Julião Sarmento – spaziano dalla fotografia, alle incisioni, ai monotipi.
Figura di spicco della scena artistica, Vicente Todolí – già direttore artistico dell’IVAM (Centro d’Arte Contemporanea di Valencia), direttore fondatore del Museu de Arte Contemporânea de Serralves (Porto), direttore della Tate Modern di Londra, dal 2011 presidente del comitato di arte della Fondazione Botìn e dal 2012 direttore artistico di Pirelli HangarBicocca a Milano – nel 2014 istituisce la fondazione che porta il nome della sua famiglia di lunga tradizione agrumicola. La Fondazione Todolí Citrus è un frutteto rigoglioso con circa 500 varietà di agrumi che si estende su una superficie di circa 60.000 metri quadrati, la più grande collezione privata al mondo di agrumi piantati sulla terraferma.
Il progetto teso al recupero del territorio, della natura, della tradizione e della biodiversità si sviluppa, come punto di partenza, negli antichi vivai appartenenti al padre di Todolí; che il curatore amplia successivamente con l’acquisto di più di 20 appezzamenti vicini, molti dei quali erano terreni abbandonati. Lentamente il terreno circostante viene recuperato e riportato così al suo scopo originario: fiorire.
Ispirato ai giardini persiani, dove il verde racchiuso nei palazzi del paese storicamente somigliava a quanto di più vicino al paradiso terrestre, completo di fontane, stagni e uccelli canori, questo frutteto è un luogo di abbondanza e bellezza, un vero e proprio museo vivo, che cambia con le stagioni e cresce continuamente, regalando esperienze che coinvolgono tutti i sensi. “Il concetto di tempo dà ritmo a tutte le arti. Cercare di capire il tempo è sempre stato alla base della cultura. Quando crei un giardino come questo, lo fai per il futuro, affinché altri possano goderne”, dice Todolí che equipara questi frutti a opere d’arte, oggetti di design e di estrema bellezza. “Il cedro è il mio preferito, una delle quattro specie che ha dato vita a tutti gli agrumi oggi conosciuti. Ha infinite forme – sferiche, allungate come pere o deformi e mostruose, come la Mano di Buddha – e scorze morbide, ruvide, bitorzolute, ma tutto è armonico, estetico. Nell’antica Roma era il frutto più costoso”.
Ricorda che il primo collezionista di agrumi è stato Cosimo de’ Medici nel XVI sec. che li coltivava in vasi all’interno delle limonaie. Ancora adesso a Firenze ce ne sono di preziosissimi, vecchi di tre secoli. Come un moderno principe mediceo, Todolí sta creando una collezione tra le più rare e bizzarre con 60 varietà di limoni, 22 di lime, 15 di aranci, 30 di pomeli, 30 di cedri, poi incroci, come il limquat (lime e kumquat), lipo (limone e pompelmo), ku-cle (kumquat e clementino). “Questo è il posto dove posso unire i miei due interessi, arte e agricoltura, e posso creare un ‘museo’ che cambia ogni giorno, con il passare delle stagioni. Non ci sarà bisogno di cambiare la collezione, si aggiornerà da sola”, dichiara Todolí.
Quasi la totalità dei quattordici artisti che hanno partecipato al progetto hanno realizzato un pezzo specifico e 5 di loro hanno realizzato un’opera unica per ogni scatola. Roni Horn serigrafa frasi legate alla natura e vi aggiunge testi che differiscono in ogni opera. In modo simile, Philippe Parreno modifica i brani sotto forma di lettere che inserisce nel progetto, dove in ognuno risalta una frase. Tacita Dean, collezionista di cartoline fin da piccola, molte delle quali con motivi di agrumi, ne crea una diversa per ogni scatola. Julião Sarmento esplora le varie sfumature di verde e giallo dei frutti del frutteto valenciano in ciascuna delle sue opere. Cristina Iglesias realizza lastre di rame serigrafate aggiungendo acido, il che significa che ciascuna è diverso dall’altra. A queste opere uniche si unisce la serigrafia di un seme di Mirosław Bałka o la fotoincisione di un laboratorio di Carsten Höller. Nan Goldin include una fotografia di un giovane che mangia uva e Paul Graham, quella di sua madre. Ragnar Kjartansson, Julie Mehretu, Cildo Meireles, Matt Mullican e Antoni Muntadas completano la Collection Box.
Questa collezione di opere vuole essere un omaggio alla terra, alla sua poesia e alla sua materialità, al suo romanticismo e alla sua solitudine, alla curiosità della sperimentazione, all’accettazione di non comprendere appieno, alla gioia di giocare, alla ricerca costante, alla ripetizione e alla casualità. Al sentimento di appartenenza, a chi ci ha preceduto e allo scorrere del tempo. Il Progetto Citrus esiste come un ricordo vivente del nostro rapporto con la natura e ci invita ad apprezzare e incoraggiare i suoi ritmi.
Dal 13 aprile al 12 maggio 2024
Galleria Continua, via Arco dei Becci 1, San Gimignano
