Spettacolo Prima Facie a Roma
Il tema del consenso come cardine della giustizia nella violenza di genere è il tema di Prima Facie, l’acclamata opera della drammaturga australiana Suzie Miller già rappresentata in tutto il mondo, oggi al suo debutto italiano alla Sala Umberto ad opera della Compagnia Finzi Pasca che ha acquisito i diritti esclusivi di messa in scena dello spettacolo per l’Italia e la Svizzera. L’intenso monologo, nella traduzione di Margherita Mauro, vede protagonista l’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore, per la regia di Daniele Finzi Pasca.

Tessa è una brillante avvocata penalista, esperta in casi di violenza sessuale, che si ritrova sconvolta da un evento traumatico che la costringe ad un profondo esame critico della Giurisprudenza e del senso più autentico della giustizia. Questo il soggetto del romanzo dell’avvocata, attivista e scrittrice Suzie Miller da cui è tratta la pièce, pubblicato in Italia da Neri Pozza. Un romanzo graffiante su potere, classe e sesso, sull’ingiustizia nei processi per abusi sessuali insita anche nei sistemi che ci aspettiamo più equi. Tradotto in 20 lingue e rappresentato in 38 paesi, Prima Facie è diventato un fenomeno globale, suscitando ovunque dibattiti sulla necessità di un sistema giudiziario più sensibile e rispettoso nei confronti delle vittime di reati sessuali. La prima versione dello spettacolo ha debuttato a Sydney nel 2019. Nell’aprile 2022 è andato in scena a Londra vincendo due Laurence Olivier Award, per poi raggiungere Broadway. Oggi Prima Facie è rappresentato in tutto il mondo. Intorno allo spettacolo si è sviluppato un vasto movimento d’opinione che ha contribuito a modifiche legislative nel Regno Unito e ha portato Suzie Miller all’ONU per affrontare il tema dei diritti legali delle vittime di abusi e molestie sessuali.
Nel contesto giuridico, Prima Facie, dal latino “a prima vista”, si riferisce a un evento considerato vero solo sulla base di una prima impressione. La pièce affronta con intensità e sensibilità temi oggi più che mai urgenti: la violenza di genere, il consenso e il linguaggio del potere, mettendo in evidenza il divario che spesso separa la giustizia formale da quella realmente vissuta. Più che soffermarsi sulla violenza esplicita, la narrazione si concentra sul consenso negato, frainteso o manipolato, offrendo una prospettiva critica su una cultura e un sistema che ancora troppo spesso tende a colpevolizzare anziché ascoltare e tutelare chi denuncia. In un momento storico in cui il dibattito su parità di genere, giustizia e diritti delle vittime è al centro dell’agenda pubblica, Prima Facie si impone come un’opera necessaria, capace di generare riflessioni profonde, diventando un invito ad agire come parte attiva di un cambiamento concreto.

Prima Facie incoraggia le donne a condividere le proprie esperienze, contribuendo alla creazione di una rete di sostegno e stimolando la società a riflettere su nuove prospettive in ambito giuridico. La tournée italiana dello spettacolo è affiancata da Differenza Donna, Associazione di promozione sociale nata a Roma nel 1989 con l’obiettivo di far emergere, conoscere, prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne, delle ragazze, delle bambine e dei bambini. Gestisce in Italia Centri Antiviolenza e Case Rifugio per restituire alle donne e ai loro figli una vita libera dalla violenza. È impegnata in progetti europei a sostegno delle donne provenienti da paesi terzi vittime di tratta a scopi di sfruttamento sessuale. Lavora nelle scuole con programmi di prevenzione per incentivare tra i giovani la capacità di intessere relazioni autentiche, basate sul confronto, sul rispetto e sulla libertà da pregiudizi e stereotipi di genere.
Il linguaggio di Suzie Miller è incalzante, ritmato, musicale e in modo sorprendente ci travolge con una storia semplice e allo stesso tempo emblematica. Come difendersi, come sentirsi protetti dalle istituzioni e in un senso più lato dalla giustizia sono domande che emergono in modo lucido in questo monologo. Con gli amici di sempre costruiremo un impianto teatrale che vorrei sorprendente così da fare da contrappunto a questa scrittura brillante. Amo le macchine che producono stupore, amo la leggerezza, amo le storie raccontate da attori virtuosi, carichi di umanità e in questa nostra nuova produzione tutti questi elementi si stanno riunendo.

Dal 1° al 5 ottobre
Teatro Sala Umberto, Roma
Costumi Giovanna Buzzi
Musiche di Maria Bonzanigo
Regia e Disegno Luci Daniele Finzi Pasca
Scenografie e oggetti di scena Matteo Verlicchi