Il Nelson Bridge all'Augusta National

Tutte le buche Master classificate per difficoltà – spettacolo24

Non c’è nessun evento di golf paragonabile a questo I maestrie uno dei motivi principali è il campo su cui si gioca, l’Augusta National.

Il torneo è l’unico major che si gioca ogni anno nello stesso luogo, il che conferisce un po’ di magia alle buche già meravigliose. L’assoluta bellezza di Augusta nasconde però una prova terrificante, che ha fatto sembrare dilettanti molti eccellenti golfisti. Conosciuto per i suoi green velocissimi e la capacità di smantellare anche i giocatori più brillanti, non è un campo per i deboli di cuore (o senza talento).

Tuttavia, ci sono alcuni buchi che sono più difficili di altri. E, grazie ai dati recentemente rilasciati da Masters.com, possiamo capire esattamente quali buchi consentono un po’ di respiro e quali puniranno anche il più piccolo errore.

Non sorprende, data la lunghezza con cui i golfisti moderni colpiscono la palla, che i par-5 siano tra i più facili. Ma, anche con questa consapevolezza, puoi stare certo che nessuno dei professionisti li considererà buchi facili. Quindi, se hai guardato il recente torneo e vuoi conoscere tutte le buche Masters classificate in base alla difficoltà, continua a leggere!

13. Azalea

Il Nelson Bridge all'Augusta National
Immagine tramite Masters.com

Questo ampio par 5 dog-leg costituisce la terza e ultima buca in un tratto iconico noto come “Amen Corner” e ha uno dei green più letali del campo, ma le sue dimensioni ridotte significano che la maggior parte dei professionisti ha la capacità di raggiungere due. Tuttavia, l’inclinazione del fairway rende difficile far atterrare il tuo drive in un punto ideale, e qualsiasi errore nel secondo che sta andando verso il green significa che la tua palla, nella migliore delle ipotesi, ti lascerà con un mostruoso putt, o nella peggiore delle ipotesi ti atterrerà. la bevanda. Vedrai tantissime aquile qui durante la settimana dei Master, ma altrettanti doppi spauracchi.

15. Agazzino

Il campione del 2024 Scottie Scheffler mette il 15
Immagine tramite Masters.com

Un altro par-5 raggiungibile, a prima vista Firethorn presenta meno rischi di Azalea, ma uno stagno e un bunker ben posizionati rendono qualsiasi tentativo di raggiungere il green in due qui un po’ rischioso. Questa buca è anche conosciuta soprattutto per il “giro intorno al mondo” di Gene Sarazen, in cui quasi imbucò da una distanza enorme, per la gioia del pubblico.

2. Corniolo rosa

Cameron Smith colpisce fuori dal bunker alla seconda
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Non così snervante come il tee della prima, ma comunque una buca spaventosa, Pink Dogwood è un altro par-5 raggiungibile in due (nonostante sia la buca più lunga del campo), ma presenta qualche pericolo per chi è troppo sicuro o sotto giocatori di golf di talento. La sabbia è il problema principale qui, con bunker posizionati perfettamente per inciampare chiunque non sia al top del proprio gioco.

8. Gelsomino giallo

TIger Woods mette a segno un colpo al Masters 2024
Immagine tramite Masters.com

Come gran parte dell’Augusta National, è necessaria la precisione per garantire un buon punteggio in questo par-5. Un verde in rilievo significa che il tuo secondo (o terzo, se non riesci a raggiungerlo in due) deve essere ben infilato, fortunato o entrambi. Una volta sul green le cose sono un po’ più facili, ma anche così la classica velocità di Augusta significa che ogni putt deve essere maneggiato con attenzione.

3. Pesca in fiore

Il campione del 2024 Scottie Scheffler parte al 3° posto
Immagine tramite Masters.com

L’architetto del percorso Alister MacKenzie pensava che il par-4 3 fosse quasi perfetto, ed è facile capire perché. Corti ma potenzialmente letali, i bunker sembrano il pericolo principale di questa buca, ma in realtà sono il green in pendenza e la possibilità di atterrare corti, il che lascerebbe un putt che persino Tiger Woods nel fiore degli anni avrebbe temuto.

6. Ginepro

Scottie Scheffler dà il via al 6°
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Come gran parte di Augusta, qui è il green a spaventare i migliori golfisti del mondo. Ampia, ondulata e spietata, questa può essere una buca relativamente semplice per i concorrenti del Master o una corsa assolutamente infernale, a seconda della posizione del birillo.

9. Carolina Ciliegia

9a bandiera sventola nel vento
Immagine tramite Masters.com

Il green ampio e in pendenza di questa buca è famoso per respingere alcuni colpi lungo il fairway, lasciando i giocatori frustrati e con un tiro che la maggior parte preferirebbe non affrontare. Aggiungi i due bunker sul lato sinistro del green e avrai un test formidabile per i migliori golfisti del mondo.

16. Bocciolo rosso

Bryson Dechambeau colpisce un tee shot al 16esimo
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Uno straordinario par-3 che regala sempre drammaticità nell’ultimo giorno grazie a una posizione diabolica. Questa buca è sicuramente famosa tra i golfisti, ma ha anche guadagnato notorietà mondiale per essere stata teatro di quel famoso chip di Tiger Woods.

7. Pampa

Max Homa al 7°
Immagine tramite Masters.com

Questa buca sembra semplice a prima vista, ma il green è circondato da un battaglione di bunker che rendono fondamentale la precisione. Aggiungi un fairway in pendenza e avrai alcuni colpi difficili per assicurarti un pari o migliore qui.

17. Nandina

Jason Day al 17
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Fino a quando una tempesta di ghiaccio nel 2014 non ne portò l’abbattimento, questa buca conteneva notoriamente un albero intitolato al presidente Eisenhower, poiché vi colpiva la palla così spesso da chiedere ai proprietari del campo di abbatterlo. I professionisti non hanno mai avuto problemi, ma il green collinare la rende una buca impegnativa e spesso dannosa, soprattutto se il birillo è posizionato nell’insidiosa posizione posteriore destra.

14. Abete cinese

Rory McIlroy 14° Master
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L’unica buca del campo senza bunker trae la sua difesa principale da un’altra superficie del putting scivolosa e scivolosa. Anche i giocatori più sicuri possono avere difficoltà qui con il bastoncino, motivo per cui si trova nella metà superiore delle buche più difficili del Masters.

18. Agrifoglio

Max Homa al 18
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Una buca dove i sogni sono stati realizzati e infranti, lo straordinario finale di questo splendido percorso è tanto difficile quanto iconico. Un dog-leg a destra con un green a più livelli, ha fatto da sfondo ad alcuni dei momenti più memorabili del golf.

1. Oliva da tè

Il tee box inaugurale ad Augusta
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La prima potrebbe non sembrare una delle buche più difficili del campo, ma se si tiene conto della pressione aggiuntiva di un tiro di apertura, nonché della necessità di un secondo preciso per garantire un possibile due putt, si ottiene una prova davvero impegnativa. . Puoi rovinare il tuo round prima ancora di iniziare.

5. Magnolia

Colin Morikawa al 5°
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Bunker profondi sul fairway e un altro vicino al green rappresentano il pericolo di questa buca, che ha visto molti giocatori deragliare i loro giri nelle prime fasi. Si ispira al famoso Road Hole dell’Old Course a St Andrews e si è rivelato altrettanto iconico.

12. Campana d’oro

Cameron Young al 3° posto
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La buca più corta di Augusta e il cuore di Amen Corner, i forti venti fanno sì che i giocatori debbano davvero pensare alla scelta del club qui. Poi c’è il pericolo di Rae’s Creek e tre bunker perfettamente posizionati da tenere in considerazione, il che significa che ogni passo falso sarà punito. La Golden Bell è stata un cimitero per molti concorrenti e continuerà ad esserlo in futuro.

4. Mela selvatica in fiore

Cameron Smith al 4°
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Questo lungo par-3 richiede un tiro perfetto nel green a forma di boomerang, altrimenti quasi sicuramente porterà a uno spauracchio o peggio. Apparentemente difficile, ma con la giusta posizione può essere attaccato, il che lo rende ancora più pericoloso.

11. Corniolo bianco

Tiger Woods all'undicesima buca
Immagine tramite Masters.com

L’inizio di uno dei tratti più iconici del golf, Amen Corner, questo difficile par-4 necessita di perfezione per essere domato. I birdie qui sono pochi e rari e il punteggio medio per la buca è ben sopra la media.

10. Camelia

Max Homa al 10°
Immagine tramite Masters.com

Un par 4 lungo e scoraggiante, protetto da pendii e bunker, è necessario un giro brillante attorno al limite del bosco per essere ben posizionati per un secondo difficile. Se arrivi al green in due, dovrai affrontare un putt su una superficie che inclina con un’angolazione impossibile. La buca più dura in uno dei campi più difficili del mondo.


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