Mostra Il fuoco dell’amore. Maria Maddalena. Testimone di Speranza al femminile ad Agrigento

Di: Ekaterina Khudenkikh

In un tempo delicato come quello che stiamo vivendo, la figura di Maria Maddalena è simbolo di una fede senza dubbi, piena di speranza ma autonoma e consapevole, ma anche “prima testimone” della Resurrezione. Nell’anno della Capitale italiana della Cultura e soprattutto, nell’Anno del Giubileo, la Fondazione Agrigento2025 e il Museo Diocesano di Agrigento hanno costruito insieme una mostra iconografica di grande valore scientifico e devozionale che riunisce sotto un unico “cappello” testimonianze forti – da Agrigento, dalle chiese della provincia, dal resto d’Italia – di quanto la figura della peccatrice abbia saputo penetrare i cuori e coinvolgere gli artisti.  

“Il fuoco dell’amore. Maria Maddalena. Testimone di Speranza al femminile” accoglierà capolavori dai grandi musei italiani, a partire dalla collezione del Vaticano. Un inedito percorso iconografico, biblico e culturale attraverso le opere di Giovanni Di Pietro da Napoli, Giovanni Portaluni, Guercino, Cecco del Caravaggio, Nicolas Regnier, Mattia Preti, Pietro D’Asaro, Andrea Vaccaro, Mariano Rossi, Fra’ Felice da Sambuca, Francesco Hayez, provenienti dai Musei Vaticani, da Palazzo Barberini, dai Musei Diocesani Carlo Maria Martini di Milano e San Matteo di Terni, dal Museo Nazionale San Matteo di Pisa, da Palazzo Abatellis, Fondazione Carit. Tele in stretto dialogo con opere dell’Arcidiocesi di Agrigento, in arrivo da Cammarata, Racalmuto, Sciacca e Sambuca di Sicilia.

Chi era la Maddalena?

Una donna misteriosa e a lungo travisata, presente in tutta la narrazione della vita e della morte di Gesù di Nazareth: è una figura presente, testimone silenziosa di dolore e poi di gioia. Sarà lei, discepola della prima ora, a seguire Gesù con le altre donne e attraversare la Galilea fino al Golgota. Secondo i Vangeli canonici, è Maddalena a vedere per prima la tomba vuota; l’unica a vedere due angeli; la prima a vedere il Signore risorto e a parlare con lui, forse a toccarlo, sicuramente a sentire la sua voce chiamarla. I suoi occhi sono i nostri, l’atto del vedere è reverenziale ma sicuro, senza dubbi, la prima Testimone, colei che avvierà e introdurrà il racconto su cui si poggerà la fede e il destino dei primi cristiani e delle prime comunità. Anche papa Francesco si sofferma sulla fedeltà della Maddalena, sulla sua testardaggine che la fa restare accanto alla tomba vuota, sullo stupore quando sente la voce di Gesù, il “Dio che si preoccupa per la nostra vita, che la vuole risollevare, e per fare questo – aveva spiegato il Papa all’udienza generale del 17 maggio 2017 – ci chiama per nome, riconoscendo il volto personale di ciascuno”. In questa singola donna si sono agglutinate e confuse nei secoli infinite altre figure femminili, simbolo di peccato e di pentimento, fedeltà e sofferenza,  ossessione e amore, fecondità e sapienza, carnalità e santità, creando una trama narrativa ricca di sfumature. Il moltiplicarsi dei significati lungo i secoli rende complessa la ricostruzione della formidabile galleria di immagini che l’hanno rappresentata. E ancor più difficile è oggi il ritrovamento della sua autentica identità. Chi era davvero la Maddalena e soprattutto quale messaggio porta alla società odierna? Questa mostra avvia un dialogo con le sue declinazioni iconografiche nell’arte.

Dal 6 luglio al 30 ottobre 2025

Museo Diocesano, Agrigento

http://museodiocesanoag.it

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